“L’Italia è un museo a cielo aperto [...]” “Potremmo vivere solo di turismo [...] ” Entrambe sono frasi che mi capita di sentire di tanto in tanto e che condivido in pieno. Peccato che quando un turista entra in un museo italiano il più delle volte viene catapultato nell’equivalente museale del paleolitico.
I nostri musei hanno bisogno di fondi da poter investire per rimanere al passo coi tempi e far appassionare giovani e meno giovani alla cultura e all’apprendimento in senso lato.
Rimanere al passo coi tempi significa rinnovare quelle collezioni esposte come negli anni ’50 modernizzando spazi e attrezzature ed eliminare in un colpo solo cose come etichette scritte a macchina o peggio a mano e teche polverose dove i manufatti sono assiepati in spazi minuscoli.
Sento però il bisogno di spezzare una lancia a favore delle visite guidate che sono a dir poco fantastiche: personale preparato mi ha sempre illustrato con dovizia di particolari tutte le collezioni seguendo un filo logico che altrimenti non avrei colto. A questo proposito audioguide e materiale illustrativo di qualsiasi tipo dovrebbero essere la regola per ogni museo e non solo dei più grandi o solo in occasione di eventi/mostre particolari come invece avviene oggi, permettendo così al visitatore di fare una sorta di visita guidata in autonomia.
Imparando dai nostri amici scandinavi mentre riattrezziamo i nostri musei dovremmo inoltre tenere un occhio di riguardo nei confronti dei bambini per i quali dovrebbero essere pensati approcci, laboratori e spazi che rendano interessanti ed alla loro portata contenuti altrimenti criptici e noiosi.

Museo Civico Archeologico di Bologna
Puntando lo sguardo verso il futuro possiamo pensare ai musei non solo come luoghi dove i visitatori riscoprono conoscenze acquisite in periodo scolastico ma viverli anche come luoghi dove le persone possano entrare e respirare aria nuova grazie a seminari, convegni e laboratori che forniscano punti di vista nuovi o diversi per favorire la crescita di idee nuove e lo sviluppo di una mentalità critica.
I legami con gli istituti di formazione -asili e scuole primarie e secondarie- vanno stretti e fortificati al fine di creare iniziative per arricchire la cultura personale dei giovani studenti il più possibile; la discussione con gli studenti può continuare anche al di fuori delle mura scolastiche e del museo per spostarsi in tutti quegli spazi virtuali offerti dai moderni social media che essendo anche il canale primario d’informazione per buona parte della popolazione giovane fungeranno da amplificatore pubblicitario.
Infine l’entrata ai musei dovrebbe essere gratis. A Bologna i musei cittadini sono stati gratuiti per qualche anno e parlando con il personale ci si sente dire l’ovvietà, cioè che durante quel periodo il numero di ticket staccati in un giorno era di gran lunga maggiore rispetto ad oggi e che la gratuità dell’ingresso attirava comitive di turisti extra nella nostra città. Questo non vuole essere un invito alla privatizzazione del nostro patrimonio museale ma, dato che i soldi pubblici non bastano, sicuramente esistono modi e maniere per ricevere sponsorizzazioni da enti privati ricordando che comunque l’oggetto dell’esposizione non è il brand di turno ma il nostro paese.
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